Pende verso Parigi, con due eccezioni
Il tecno-premier oggi tenta la via terzista nell’incontro con Sarkozy e Merkel
Sui mercati l’Italia è debole, il premier Mario Monti si presenta al vertice di Strasburgo con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, oggi, cercando di approfittare delle debolezze dei suoi interlocutori. Parigi sta perdendo la tripla A (di fatto è persa, dicono gli economisti, e Fitch ancora ieri ha minacciato il declassamento), Berlino ha sperimentato una giornata di ansia dovuta al flop dell’asta sui Bund tedeschi.
8 AGO 20

Sui mercati l’Italia è debole, il premier Mario Monti si presenta al vertice di Strasburgo con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, oggi, cercando di approfittare delle debolezze dei suoi interlocutori. Parigi sta perdendo la tripla A (di fatto è persa, dicono gli economisti, e Fitch ancora ieri ha minacciato il declassamento), Berlino ha sperimentato una giornata di ansia dovuta al flop dell’asta sui Bund tedeschi. Come ha ricordato ancora il New York Times ieri, sono stati Sarkozy e Merkel ad aver imposto il tecnopremier all’Italia, e ora Monti farà da arbitro nelle dispute dei suoi due grandi elettori, che non sanno più che cosa fare per arginare il contagio della crisi.
Il presidente del Consiglio va a Strasburgo con “un duplice ruolo”, spiega una fonte diplomatica europea: “E’ il rappresentante di un paese sotto sorveglianza speciale”, la cui fragilità sui mercati spaventa tutti e mette in pericolo l’intera zona euro. L’arrivo di Monti a Palazzo Chigi non ha rassicurato affatto i mercati: ieri i tassi di interesse sul debito hanno nuovamente superato il 7 per cento. L’Italia “ha superato il punto di non ritorno” e potrebbe essere costretta a ristrutturare il debito “già nel 2012”, ha scritto in una nota la Roubini Global Economics, società di consulenza cofondata dall’economista Nouriel Roubini. Per continuare a dare una mano all’Italia senza ricorrere a un bailout, Germania e Francia – ma anche la Bce – pretendono un’accelerazione sulle riforme e un’ulteriore stretta sui conti. Essendo un tecnico, Monti può essere “un jolly da pescare per capire come uscire da questa crisi”, in cui il duo Merkozy è profondamente diviso sulla soluzione immediata per arginare il panico sui mercati. Ieri la cancelliera ha ribadito il suo “no” all’ipotesi di trasformare la Bce in una Fed europea, in grado di stampare moneta per salvare i paesi in difficoltà, o almeno di essere il prestatore di ultima istanza dei governi. Sarkozy, invece, ha fatto sapere che “la Bce deve giocare tutto il suo ruolo al fianco degli stati nella solidità della zona euro”.
Monti ha promesso che porterà a Strasburgo alcune “idee” per questo vertice “senza ordine del giorno”. La preferenza per gli Eurobond è conosciuta, ma sulla Bce la sua posizione è più tedesca. “Non vedo ragione di modificare l’ordinamento attuale della Bce” rafforzando il suo ruolo nella crisi, ha detto Monti la scorsa settimana. Sulla modifica del trattato auspicata da Merkel, Monti “dirà che le punizioni non bastano e che serve una soluzione europea”, spiegano a Bruxelles, dove “un’intesa con Sarkozy” è ritenuta “più facile”. Ma a ben guardare, il progetto neogollista di una zona euro intergovernativa promosso dal presidente francese è l’opposto dell’Europa comunitaria che piace a Monti.
Monti ha promesso che porterà a Strasburgo alcune “idee” per questo vertice “senza ordine del giorno”. La preferenza per gli Eurobond è conosciuta, ma sulla Bce la sua posizione è più tedesca. “Non vedo ragione di modificare l’ordinamento attuale della Bce” rafforzando il suo ruolo nella crisi, ha detto Monti la scorsa settimana. Sulla modifica del trattato auspicata da Merkel, Monti “dirà che le punizioni non bastano e che serve una soluzione europea”, spiegano a Bruxelles, dove “un’intesa con Sarkozy” è ritenuta “più facile”. Ma a ben guardare, il progetto neogollista di una zona euro intergovernativa promosso dal presidente francese è l’opposto dell’Europa comunitaria che piace a Monti.
Merkel e Sarkozy hanno intensificato ieri il loro corteggiamento. La cancelliera tedesca “si compiace di Monti, della sua visione delle cose, di cosa viene fatto in Italia al momento e di cosa viene immaginato per il futuro”, ha spiegato il suo portavoce. A Berlino si sottolinea che Lars-Hendrik Röller, l’uomo scelto dalla cancelliera per sostituire Jens Weidmann come consigliere economico, nel 2003 era stato nominato da Monti chief economist dell’Antitrust di Bruxelles. A Parigi, Sarkozy ha detto ai suoi parlamentari di voler “avviare un partenariato con il nuovo governo italiano”. Ma, nel frattempo, l’Eliseo lascia planare minacce velate, come la possibilità di tornare a insistere affinché l’Italia chieda una linea di credito precauzionale al Fmi. Perché la debolezza sui mercati rimane un elemento chiave degli equilibri europei.